La batteria costiera dell'Enfola

 
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Fin dalla riunione del 14 Gennaio 1921 dello Stato Maggiore del Regio Esercito sulla difesa costiera, si stabiliva che tra le quindici "zone industriali e demografiche da coprire dalle offese da mare" c'erano l'Elba e Piombino. All'Elba sorgeva infatti l'industria siderurgica "Ilva" il cui stabilimento, funzionante fin dal 1900, utilizzava i minerali ferrosi estratti nella zona orientale dell'isola occupando un numero sempre più crescente di lavoratori. E così, a Roma, nell'Aprile 1924 presso il Ministero della Guerra, la commissione mista circa la difesa del Tirreno con batterie costiere, stabiliva le zone da fortificare tra cui Elba-Piombino perché "zona di particolare importanza militare".La batteria costiera antinave di medio calibro denominata"L.De Filippi", fu costituita sul promontorio dell' Enfola tra la fine degli anni'20 ed i primi del'30 affinché, insieme alla gemella 2 Sommi Picenardi" di Punta Falcone e Piombino, coprissero i loro settori di tiro lo specchio d'acqua del canale omonimo da possibili forzamenti da parte di flotte nemiche. Il promontorio dell' Enfola ben si adattava all'installazione della batteria costiera per la naturale conformazione morfologica, essendo un costone roccioso talora a picco sul mare. I vari pezzi vennero così disposti a quote diverse, distanti tra loro 40-50 m adattando altresì le relative piazzole al terreno stesso. La batteria era costituita dai seguenti manufatti:

 

1-CISTERNA-CENTRALE ELETTRICA Proprio davanti alla centrale elettrica si può osservare una cisterna rettangolare dal tetto sfondato e, poco oltre, altri raccoglitori d'acqua piovana che era ed è tuttora l'unica reperibile sul promontorio.Era costituita da un'ampia stanza che presenta ancora sul pavimento due basamenti che servivano per fissare i generatori per l'energia elettrica.

2-ALLOGGIO SOLDATI Era il dormitorio dei soldati. Sono ancora conoscibili le diverse stanze in alcune delle quali alloggiavano i marinai che curavano i cannoni e i manufatti e che riposavano su brande appese al muro, come dimostrano i grossi anelli di ferro attaccati alla parete. Particolare interesse riveste il sistema di filtraggio dell'acqua piovana che si trova sotto il pavimento e nel lato a monte dell'edificio; prima di confluire alle cisterne l'acqua si depurava passando da uno strato costituito da ciottoli, ghiaia e sabbia.

3-POLVERIERA O SANTA BARBARA Si trova in prossimità della cima del Monte Enfola al termine della strada sterrata. E' una lunga e spaziosa caverna interamente scavata nella roccia e rinforzata su di un lato da cemento armato. Un piccolo tunnel dal tetto a volta realizzato con mattoni costituisce l'uscita della polveriera che si trova dalla parte opposta all'ingresso principale. La struttura era in questo modo in posizione ben mimetizzata e riparata dagli eventuali nemici. (Sopra lo stemma della Santa Barbara posto come chiave di volta del muro esterno)

4-LE CASEMATTE E PIAZZOLA CANNONE Ogni bunker aveva davanti una piazzola di forma circolare al cui centro c'era un masso di formazione di calcestruzzo dal quale fuoriuscivano dei prigionieri di ferro sui quali venivano fissati i cannoni. Queste piazzole, in numero di cinque, erano collocate a circa 50 m tra loro. Al loro interno si trovavano cellette per le munizioni e ambienti per l'alloggio del personale addetto al cannone.

5-LA FOTOCELLULA L'edificio conteneva una fotocellula capace di illuminare a giorno il mare antistante e il canale di Piombino. La fotocellula, tramite rotaie, veniva trasportata fuori dall'edificio fino alla punta estrema del promontorio.  Tratto dal testo :"Enfola dove natura e cultura 1998.

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